Ogni casino, tafferuglio o violenza sia da condannare

di redazione
4 mesi fa
24 Ottobre 2020

Penso che ogni casino, tafferuglio o violenza sia da condannare sopratutto se provocati da delinquenti di professione o addirittura dal crimine organizzato.

Ma a fare i benpensanti ci vuole poco. Leggo i soliti commenti: i parcheggiatori, i ladri, i camorristi, lo schifo di Napoli, gli spaghetti, la chitarra e o poche e luna. Ed in parte purtroppo questi fatti sono anche veri.

Però annunciare misure su Facebook di chiusura totale di attività che a breve dovranno pagare le tratte bancarie per gli acquisti fatti per la stagione commerciale invernale senza annunciare concretamente quali misure economiche si intendono adottare per non farle fallire mi sembra altrettanto provocatorio, indice di una confusione mentale che nasce dalla sottovalutazione dei problemi. Insomma non è stata una bella idea.

Immaginate di essere un commerciante di abbigliamento che ha acquistato la merce da vendere nel periodo invernale e natalizio. Fai tratte a 60 e 90 giorni, quindi con scadenza a Gennaio.
Poi ti dicono chiudi e riapri a dicembre con la gente spaventata dalla pandemia e con nessuna voglia di fare acquisti per un Natale che già si preannuncia difficile e di depressione economica. Fai più presto a dirgli: fallisci.

Una politica seria dovrebbe dire: io ti chiudo, ma ti offro anche una strada per risolvere i problemi di sopravvivenza commerciale, magari sistemando una volta per tutte anche il problema dell’evasione fiscale.

Abbiamo avuto il tempo per pensare ad un piano B per il commercio e non è stato fatto niente.

Una politica seria dovrebbe spiegarci perché nella regione con la più alta densità abitativa d’Italia ci sia una sola terapia intensiva ogni 170.000 abitanti.

Per quattro mesi si sono gingillati su Mes e soldi dell’Europa eppure tutti sapevano della possibilità di una seconda ondata, in realtà senza alzare un dito. Abbiamo solo assistito la ministra Azzolina difendere una scuola che già faceva acqua da tutte le parti.

Comunque il problema dell’emergenza adesso c’è e va affrontato con urgenza: si potrebbe pensare a chiusure selettive per aree cittadine, quartieri o per categorie economiche, a rotazione, riducendo la mobilità, chiedendo insomma un po’ di sacrifici a tutti.

Comunque sia, Presidente, in una nazione seria il lookdown di 5.500.000 persone non si preannuncia per Facebook, con toni da corte marziale, a un popolo già in difficoltà da decenni, spaventato, senza indicare poi soluzioni precise di contrappeso economico e di carattere sanitario, dandogli insomma una speranza, un mini progetto. E’ come gettare benzina sul fuoco, poi se scoppia un incendio con chi te la vuoi prendere. Cosi la violenza dilaga.

Per altro diffondere solo terrore e sfiducia significa generare il panico anche in quei lavoratori che devono assicurare, tra mille problemi, i servizi essenziali. No alla violenza.

. A chiudere ci vuole poco ma a riaprire?
Zio Vince’ , purtroppo, stavolta hai toppato esponendoci al ludibrio della nazione.

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