Una vera lezione di vita di dignità e legalità che non dimenticherà mai nella vita.

5 mesi fa
1 Giugno 2020
di redazione

Riviera di Chiaia, Napoli.

Un uomo di 40 anni, Federico, e sua figlia di 12, vanno a pescare insieme.

Lei frequenta le scuole medie. Lui ha alle spalle una storia dura, di povertà e sofferenza. Giovanissimo, è rimasto orfano di padre e madre, a lungo ha vissuto e dormito in auto, non potendosi permettere neppure di pagare l’affitto. Ex collaboratore della mensa dei poveri, oggi disoccupato.

Quando tornano indietro, trovano un portafogli per terra. Oltre ad alcune carte di credito, dentro ci sono 400 euro in contanti. Esattamente la cifra che gli permetterebbe di pagare l’affitto. È questo che pensa la figlia, mentre fissa papà. Ma Federico non le dà neppure il tempo di aprire bocca. “Questi soldi non sono nostri. Li restituiremo.”

Giusto il tempo di risalire al legittimo proprietario, e Federico si dà appuntamento con Paolo Itri, magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. L’uomo non sa come ringraziarlo, vorrebbe dargli una grossa ricompensa, ma Federico rifiuta.
“Non li voglio, i soldi si guadagnano con il lavoro e con i sacrifici. E io adesso sto cercando proprio un lavoro.”

Così il magistrato decide di fare la cosa più semplice e giusta. Un appello pubblico.
“Il gesto di questo ragazzo è garanzia di onestà. Ora cerca lavoro, se c’è qualche imprenditore che ha bisogno di un lavoratore onesto, lo contatti”.

E, se in tanti leggeranno quest’appello,
quei 400 euro rifiutati si trasformeranno probabilmente in un lavoro sicuro.

Questa è la storia di un padre, di una figlia e di una lezione di dignità e legalità che lei non scorderà mai in vita sua.
E di come fare del bene paghi più di qualsiasi scorciatoia.

Viva tutti i Federico di questo Paese. La maggioranza bella e silenziosa

Fonte Lorenzo Tosa

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