Scandalo all’Asl di Caserta: corruzione e assenteismo, 48 indagati ed eseguite 18 misure cautelative

Tra le persone indagate figura anche il presidente del consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero
di redazione 2
6 giorni fa
22 Febbraio 2021

Scandalo all’Asl di Caserta: corruzione e assenteismo, 48 indagati ed eseguite 18 misure cautelative

I carabinieri del Nas hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 persone, residenti nella provincia di Caserta; responsabili a vario titolo, di associazione per delinquere, falso, ricettazione, truffa e corruzione, turbata libertà degli incanti, traffico illecito d’influenze ed altro.

Il provvedimento emesso dal gip presso il Tribunale di Napoli Nord vede coinvolti 12 indagati finiti agli arresti domiciliari. Altri sei persone indagate sono state raggiunte da misure interdittive.

Eseguito anche un provvedimento di sequestro preventivo di beni, per la somma complessiva di circa 1.580.000 euro, nei confronti di 48 indagati.

Figura anche il presidente del consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero, tra le persone indagate. Secondo quanto si apprende, a Oliviero è contestato il reato di traffico influenze in relazione a un singolo episodio.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 18 persone (di cui 12 degli arresti domiciliari e 6 destinatarie di misure interdittive).

L’indagine trae origine da una segnalazione, inviata ai Carabinieri del N.A.S. di Caserta da parte dell’A.S.L.; riguardante anomalie nell’utilizzo del sistema informatico interno di gestione delle presenze, da parte di un dipendente che ne aveva accesso per la propria funzione di coordinatore amministrativo aziendale.

Le prime attività investigative hanno permesso di raccogliere gravi indizi, anche grazie alle risultanze delle complesse attività tecniche, nonché rilevare una serie di illeciti allontanamenti dal servizio da parte di 22 soggetti, dipendenti dell’ASL di Caserta.

Per gli stessi, già in data 25 novembre 2020, era stata eseguita un’ordinanza cautelare per l’applicazione di misure interdittive; emessa dalla medesima A.G., per truffa ai danni dell’ASL.

Nel prosieguo delle predette indagini – supportate da riscontri alle numerose nuove intercettazioni delle conversazioni telefoniche ed ambientali; nonché dall’acquisizione ed analisi di migliaia di atti aziendali e delle imprese accreditate – è stato possibile evidenziare ipotesi delittuose nei confronti di 79 persone finalizzate alla turbata libertà degli incanti mediante:

l’affidamento a poche ditte compiacenti, di lavori di adeguamento e ristrutturazione di locali aziendali gestiti direttamente dal DSM; in cambio di somme di danaro e regalie varie;

una serie di falsi ed abusi, in ordine alla gestione di pazienti con patologie psichiatriche che venivano affidati a strutture esterne convenzionate (cogestori)

senza alcuna valutazione del piano terapeutico riabilitativo da parte del competente organo specialistico (U.V.I.); assoggettando l’onere di degenza, dalla somma di diverse migliaia di euro per ciascun paziente, a carico dell’ASL di Caserta;

l’affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) ad un’associazione di volontariato i cui vertici, in cambio; corrispondevano ad uno dei componenti della commissione aggiudicatrice ed ad altri dipendenti compiacenti dell’ASL, regalie o altri vantaggi quali assunzioni di propri familiari;

alla corruzione attribuibile ai gestori delle strutture di riabilitazione convenzionate che, in cambio dell’affidamento diretto dei pazienti e dell’omessa attività di controllo sui piani riabilitativi; corrispondevano periodicamente somme di danaro ed altre regalie ai funzionari pubblici che erano preposti alla tutela e corretta attività di recupero dei pazienti psichiatrici;

alla gestione occulta da parte di alcuni funzionari dell’ASL, con intestazione fittizia a persone compiacenti, di strutture private convenzionate; presso le quali venivano indirizzati i pazienti, affidati con onere a carico dell’ASL (diaria di circa 88 euro), direttamente dai medesimi funzionari;

alla creazione di progetti finalizzati alla cura dei pazienti delle c.d. “fasce deboli”, di fatto mai attuati e dunque destinati alla sola spartizione delle somme di danaro pubblico investito, tra i sodali dipendenti del D.S.M.;

all’affidamento pilotato di incarichi legali e mantenimento di apicali incarichi dirigenziali in seno all’ASL, mediante traffici di influenze illecite;

all’acquisto di beni strumentali ad uso privato con i fondi pubblici dell’ASL;

all’illecito allontanamento dal servizio, da parte di alcuni dipendenti dell’ASL, al fine di assolvere faccende personali e familiari.

C’era un passaggio di danaro continuo tra imprenditori interessati ad avere appalti e i funzionari dell’Asl di Caserta, deputati a concederli, in particolare al Dipartimento di Salute Mentale (Dsm);

un canale corruttivo sempre aperto alimentato anche regali costosi alle mogli dei funzionari, come borse di Louis Vuitton.

Emerge dall’indagine della Procura di Napoli Nord – Procuratore Francesco Greco e sostituito Giovanni Corona – che ha portato 12 persone, tra funzionari, dipendenti e imprenditori, agli arresti domiciliari su ordine del Gip del tribunale di Napoli Nord, mentre ad altre sei persone sono state notificate misure interdittive.

Tra gli indagati il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, che in una nota su Facebook ribadisce “piena fiducia nella Magistratura. Sono a completa disposizione – scrive – per chiarire al più presto la mia estraneità ai fatti”.

Tra gli arrestati l’ex funzionario del Dipartimento di Salute Mentale di Aversa (Caserta) Luigi Carrizzone, figura centrale dell’indagine.

L’uomo andato in pensione da non molto tempo, avrebbe ottenuto tangenti e avrebbe gestito come socio di fatto due strutture di riabilitazione psichiatrica in cui indirizzava i pazienti che aveva in cura come funzionario medico dell’Asl; ovviamente a spese dell’azienda sanitaria, grazie alla complicità di alcuni colleghi. Tra questi ultimi sono finiti ai domiciliari il psichiatra dell’Asl Nicola Bonacci e il dipendente Antonio Stabile.

Ci sono poi gli imprenditori arrestati, accusati di aver siglato accordi corruttivi con i funzionari Asl: in manette è finito poi l’imprenditore di Sessa Aurunca Michele Schiavone.

Quest’ultimo è titolare di Rsa e di centri per la riabilitazione psichiatrica, padre di Massimo, ex presidente del consiglio comunale di Sessa Aurunca nonché candidato alle scorse elezioni Regionali in quota PD.

C’è poi Cuono Puzone, presidente della Misericordia di Caivano (Napoli), associazione privata che effettua il servizio di emergenza 118 nel Casertano;

Puzone e’ accusato di aver pagato tangenti ai funzionari del Dsm per avere alcuni appalti relativi al trasporto dei malati psichici.

Arresti domiciliari anche per due imprenditori edili che effettuavano lavori per l’Asl, ovvero Alberto Marino di Casaluce e Antonio Papa di Marano di Napoli, e per un commercialista di Teverola, Antonio Scarpa.

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