L’Italia è pronta a riprendere la somministrazione del vaccino dell’azienda anglo-svedese AstraZeneca

di redazione 2
3 mesi fa
17 Marzo 2021

L’Italia è pronta a riprendere la somministrazione del vaccino contro il coronavirus, ideato dall’azienda anglo-svedese AstraZeneca.

Sulla stessa scia anche la Francia che vuole riprendere la campagne di vaccinazione, cosi come sostenuto dal governo italiano.

Il premier italiano Mario Draghi ha tenuto una conversazione telefonica con il leader francese Emmanuel Macron; durante la quale si è discusso della sospensione dell’uso di questo farmaco in alcuni paesi europei.

“Questa è una misura precauzionale temporanea che durerà fino a giovedì 18 marzo; in attesa del completamento delle analisi dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA)”, si legge dalla nota di Palazzo Chigi.

Il Governo Draghi ha richiamato l’annuncio dell’EMA nel quale si conferma che non ci sono prove che il vaccino abbia causato coaguli di sangue in alcuni pazienti vaccinati con AstraZeneca.

Se il regolatore europeo emette un verdetto positivo sul vaccino di AstraZeneca, Roma e Parigi sono pronte a “tornare immediatamente al suo utilizzo”.

Il 10 marzo scorso, l’EMA ha riferito che in Europa sono state registrate di pochissimi casi di trombosi tra 5 milioni di persone che hanno ricevuto un’iniezione del vaccino AstraZeneca.

I primi paesi a rifiutarsi di continuare la vaccinazione con questo farmaco sono stati Norvegia e Danimarca; seguiti da molti altri, tra cui Estonia, Islanda e Bulgaria.

Successivamente, Italia e Francia sono stati tra i paesi che hanno sospeso la vaccinazione con il farmaco di AstraZeneca.

A loro volta, molti altri stati non hanno interrotto la vaccinazione, ma hanno vietato uno dei lotti del farmaco dopo la morte del vaccinato.

L’EMA ha notato che questo è un numero di lotto ABV5300 per 1 milione di dosi; che è stato consegnato a 17 paesi europei, ed in specifico:

Austria, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Grecia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia.

In conclusione, l’Italia è pronta a riprendere la somministrazione del vaccino “incriminato” appena dopo il pronunciamento dell’EMA.

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