La vergogna ad ammettere di aver contratto il Covid-19

Una ricerca di due università americane ha studiato anche il comportamento degli italiani infettati
di redazione 2
6 mesi fa
29 Marzo 2021

La vergogna ad ammettere di aver contratto il Covid-19.

I ricercatori dell’Università del Kent e dell’Università di Leeds Beckett hanno stabilito un legame tra provare vergogna dopo aver contratto covid-19 e ignorare la quarantena.

Il tutto senza mantenere l’isolamento ed il distanziamento sociale, il che comporta un aumento del lasso di tempo per affrontare la pandemia.

Durante lo studio, è emerso che le persone che si sentivano “incriminate”; a causa della malattia avevano molte meno probabilità di segnalare la loro infezione alle autorità competenti, alcune addirittura l’hanno nascosta ai propri famigliari.

Studio condotto in Italia, Stati Uniti d’America e Corea del Sud.

Gli scienziati hanno affermato che la mancanza di fiducia nel governo si è rivelata una delle ragioni principali per nascondere il fatto della loro infezione.

Vale la pena notare che i cittadini di Italia e Corea del Sud, che si fidano delle autorità; hanno seguito in misura maggiore le indicazioni dei medici e hanno osservato le precauzioni stabilite.

Negli Stati Uniti, dove il livello di fiducia nel governo è basso, le linee guida per la quarantena sono state spesso ignorate dai cittadini;

con le persone che si vergognavano di essere infettate dal coronavirus hanno con meno probabilità cercato aiuto al loro medico comunicandogli l’infezione da coronavirus.

Questo, a sua volta, ha portato a ignorare i principi dell’isolamento  sociale e, di conseguenza, a un aumento del numero di persone contagiate.

Spesso, i malati sono imbarazzati nel dire ai loro parenti che sono stati infettati, il che contribuisce solo alla diffusione del covid-19.

Il governo deve essere consapevole che stigmatizzare o incolpare le persone per l’infezione può ritorcersi contro”, ha detto il coautore dello studio, il dott. Giovanni Travaglino.

Quello condotto dai ricercatori dell’Università del Kent e dell’Università di Leeds Beckett negli Stati Uniti d’America è uno studio interessante.

Il tutto al fine di stabilire su come il coronavirus abbia influito anche psicologicamente sulle persone infettate.

Temi di questo post