Deve espiare una pena residua per tentata estorsione: arrestato

Il reato che ha portato alla condanna è stato commesso a Gela nel 2016. Sabato l’uomo è stato condotto in carcere dagli agenti del Commissariato
di redazione 2
1 mese fa
19 Gennaio 2021

Deve espiare una pena residua per tentata estorsione: arrestato dalla Polizia di Stato

un trentaduenne  che dovrà scontare in carcere tre anni, un mese e ventisei giorni.

I poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Gela (Caltanissetta) sabato scorso

hanno tratto in arresto il trentaduenne rumeno, residente a Gela,

in esecuzione a un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela,

dovendo espiare la pena residua di tre anni, un mese e ventisei giorni di reclusione.

Il predetto è stato condannato alla pena definitiva di quattro anni e due mesi per tentata estorsione aggravata,

commessa in Gela tra giugno e luglio del 2016.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto dagli agenti del Commissariato presso il carcere di Gela, dove sconterà la pena.

Deve espiare una pena residua per estorsione.

Se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena,

il pubblico ministero, salvo quanto previsto dai commi 7 e 9, ne sospende l’esecuzione.

L’ordine di esecuzione e il decreto di sospensione sono notificati al condannato

e al difensore nominato per la fase dell’esecuzione o, in difetto, al difensore che lo ha assistito nella fase del giudizio,

con l’avviso che entro trenta giorni può essere presentata istanza, corredata dalle indicazioni e dalla documentazione necessarie,

volta ad ottenere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione.

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