Dati falsificati sul numero di contagiati per evitare la zona rossa: terremoto giudiziario sulla sanità siciliana

La Procura della Repubblica di Trapani ha spedito ai domiciliari e indagato i dipendenti della Regione
di redazione 2
1 mese fa
30 Marzo 2021

Dati falsificati sul numero di contagiati per evitare la zona rossa: terremoto giudiziario sulla sanità siciliana.

I vertici della sanità siciliana sono accusati di aver falsificato i dati sui pazienti infettati dal Covid-19 e sono stati posti agli arresti domiciliari.

La Procura della Repubblica di Trapani ha indagato la Dirigente del Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana; posta agli arresti domiciliari unitamente a due suoi dipendenti con l’accusa di falsificazione di dati su pazienti con coronavirus.

Agli arresti domiciliari Maria Litizia Di Liberti, Dirigente della Sanità in Sicilia, oltre al funzionario regionale Salvatore Cusimano ed Emilio Madonia, dipendente dell’azienda che controlla le statistiche del dipartimento.

Negli ultimi cinque mesi il numero di persone contagiate da covid-19 in Sicilia è aumentato più volte; ma i vertici della regione hanno nascosto questi dati al Ministero della Salute.

In totale, i funzionari sono accusati di 40 episodi di frode di dati. L’ultima falsificazione è datata 19 marzo.

La funzionaria regionale e i suoi due più stretti collaboratori sono stati posti agli arresti domiciliari. Le indagini sono in corso.

Negli ultimi cinque mesi in Sicilia il numero di contagi ha superato più di una volta la soglia consentita, ma il Ministero della Salute non lo sapeva.

Le autorità locali hanno deliberatamente modificato il numero di positivi e di test effettuati per mantenere l’indice al di sotto dei livelli massimi e l’isola non è caduta nella zona rossa.

La Procura di Trapani ha avanzato gravi accuse e questa mattina i carabinieri di Trapani e Palermo hanno notificato tre ordinanze di arresti domiciliari.

Tutti sono accusati di fornire dati falsificati sul numero di contagiati all’Istituto Superiore di Sanità per evitare la zona rossa.

L’inchiesta che ora sta scuotendo la Sicilia è nata per caso. L’anno scorso i Carabinieri hanno indagato sul laboratorio di Alcamo, che ha prodotto centinaia di risultati di test errati: negativi invece che positivi.

La procura ha deciso di indagare sul dipartimento sanitario regionale. Così sono emerse le prime conversazioni sospette, in cui si parlava di cambiamenti nei dati giornalieri su infezioni e test. Il direttore sanitario della Sicilia ha deliberatamente sottostimato il numero di contagiati per evitare blocchi.

Tra gli indagati dell’inchiesta della Procura di Trapani, figura anche l’Assessore Regionale alla Sanità della Sicilia, Ruggero Massa, il quale, ha rassegnato le dimissioni. Estraneo alla vicenda il Governatore dell’Isola Siciliana, Nello Musumeci.

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