Covid-19, in Italia l’epidemia è entrata in una fase acuta con aumento significativo di contagiati

1 settimana fa
17 Ottobre 2020
di redazione 2

NAZIONALE – In Italia si assiste a una accelerazione nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese.  È quindi necessaria una rapida analisi del rischio sub-regionale per il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732. Il Ministero della Salute, in base a questi ultimi dati, fa appello alla popolazione di rispettare con coscienza e precisione tutte le norme di precauzione previste (in particolare il distanziamento fisico e l’uso corretto e appropriato delle mascherine) e di evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione quali aggregazioni spontanee e programmate per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse.

Da un’analisi dei dati relativi al periodo tra il  5 e l’11 ottobre 2020, per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi accertati in questa settimana, hanno contratto l’infezione alla fine di settembre. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti. Il virus oggi circola in tutto il paese. Questa settimana è stato osservato un forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 giorni a 75 per 100.000 abitanti.

Tutte le Regioni, tranne una, hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS). Continua a scendere la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,8% dei nuovi casi vs 31,8% la settimana precedente). Diminuisce anche la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (31,1% vs 33,2%) Aumenta, invece, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,6% vs 29,1% la scorsa settimana). Nel 8,5% dei casi non è stato riportato l’accertamento diagnostico. Questa settimana, a livello nazionale, si è osservato un importante aumento nel numero di persone ricoverate e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni sopra 10% in entrambe aree.

In Italia si osserva un’accelerazione del progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-CoV-2 segnalato da undici settimane che si riflette in un aggravio di lavoro sui servizi sanitari territoriali. Per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese. Si fa appello alla popolazione di evitare quanto più possibile eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia. La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto segnalati in ambito domiciliare/familiare. Rimane fondamentale mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico. Sono in lieve aumento focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra scolastico. Rimane quindi essenziale mantenere l’attenzione sulle misure già introdotte per prevenire trasmissione intra scolastica come la rilevazione della temperatura giornaliera e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico.

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