C’è una fotografia di Letizia Battaglia che racconta tutta la storia, di Piersanti Mattarella

di redazione
2 settimane fa
6 Gennaio 2021
C’è una fotografia di Letizia Battaglia che racconta tutta la storia, di Piersanti Mattarella

C’è una fotografia di Letizia Battaglia che racconta tutta la storia, di Piersanti Mattarella.

C’è una fotografia di Letizia Battaglia che racconta tutta la storia. Di Piersanti Mattarella, ucciso da un sicario il 6 gennaio del 1980, a Palermo, si vedono solo le gambe.

Di suo fratello Sergio, fra i primi a soccorrerlo, si vede il volto in cerca d’aiuto. Mattarella fu ucciso davanti a casa sua, in via della Libertà.

Era domenica e l’allora presidente della Regione Sicilia stava andando a messa. Appena entrato in macchina, una Fiat 132, insieme alla moglie, ai due figli e alla suocera.

Era inverno. Non è vero che la mafia uccide solo d’estate.

Perché di mafia si trattò, anche se all’inizio i depistaggi portarono verso gruppi neofascisti.? ? Piersanti era nato nel 1935, a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, sei anni più vecchio del fratello Sergio.

Seguì le orme paterne (suo padre Bernardo fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana e più volte ministro) ed entrò in politica negli anni Sessanta.

Divenne presidente della regione nel 1978 con una giunta di centrosinistra e l’appoggio esterno del Pci. Mattarella scelse la via della trasparenza nella gestione dei conti e degli appalti, in un periodo in cui Palermo veniva devastata dall’abusivismo edilizio.

E prese posizioni pubbliche contro Cosa Nostra. Come quando andò a Cinisi dopo l’omicidio di Peppino Impastato o quando sostenne apertamente Pio La Torre, deputato comunista poi assassinato dalla mafia.?

Troppo perché la mafia non intervenisse. Coprendo molto bene all’inizio la sua mano. Facendo credere che fosse tutta opera di un gruppo neofascista.

Ci vollero le rivelazioni dei pentiti Tommaso Buscetta e Gaspare Mutolo per capire che dietro l’omicidio c’era solo Cosa Nostra. Mandanti: Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.

Da quel giorno dell’Epifania è nato l’impegno politico di Sergio, allora docente di diritto, poi giudice della Corte Costituzionale, ora Capo dello Stato.? ?

«Quell’uomo, che avevo visto solo quando tirava fuori il corpo del fratello dalla macchina, adesso è Presidente della Repubblica», ha raccontato Letizia Battaglia. «Oggi questa foto non è più mia, è della storia. Un Presidente della Repubblica che ha questo background non ci abbandonerà». ? ?

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